Le Fornaci e noi (di Massimiliano Filippelli)
Ci sono quartieri periferici di una città che assumono la
valenza simbolica della marginalità, di tutto ciò che
quella città non vorrebbe assumere e lo
rigetta prendendone le distanze: le Fornaci a Pistoia è uno di
questi.
Non dimentichiamo soprattutto di
quel grigio, asettico, non-luogo rappresentato dal
Triangolo, progettato e costruito nella seconda metà degli anni 80, che offende lo sguardo per la
sua disarmonica presenza con il contesto del paesaggio. Le persone che sono costrette a
contemplare la bruttezza perché ci vivono, senza una dovuta resistenza,
rischiano di esserne
condizionati!
Qualche sera fa ho avuto occasione di ascoltare
alcuni cittadini di quel quartiere, come
candidato nella lista civica che
sostiene Ginevra Lombardi, presente al dibattito.
Il gruppo di persone lì riunito ci aspettava per sentire
quali proposte di cambiamento porta avanti il progetto della
nostra lista per una zona così maltrattata in questi anni d'incuria e degrado progressivo. Ginevra
Lombardi ha esposto inizialmente tutte le battaglie fatte sul fronte dei beni comuni, comitati
dell'acqua pubblica e altro per poi esporre un progetto di miglioramento e promozione del
territorio con l'apertura di un punto vendita
Eataly che potrebbe dare
lavoro a tanti giovani e non
che sono a spasso, creando un circolo
virtuoso di miglioramento dell'immagine del luogo.
Le persone riunite hanno
replicato con i loro punti di vista senza nessun ritegno e in modo
genuino, esprimendo la preoccupazione per l'arrivo di numerosi immigrati,
per il degrado diventato rilevante in tutti questi anni di nuovi arrivati, per la mancanza di
sicurezza e la paura ad aprirsi.
Pur
senza alimentare o giustificare in nessun modo atteggiamenti di esclusione e di
razzismo, non è possibile tacere il grido che in vari modi si leva dalle storie
di ognuno, anche se in piccoli frammenti, dove sembra delinearsi una comunità campione in cui si
rende palese da una parte il desiderio di un miglioramento e dall'altra rassegnazione e
rabbia.
Massimiliano Filippelli
Nessun commento:
Posta un commento