Il degrado del carbonile di Gello e quel sentiero
della memoria da riaprire…
Da un
paio d’anni, da quando mi sono trasferito nella via Vecchia Montanina di Gello,
ogni giorno mi capita di costeggiare il vecchio Carbonile del paese.
Durante
questo periodo le condizioni di degrado dell’antico fabbricato sono
ulteriormente peggiorate.
Dopo un
paio di bandi presentati dal Comune di Pistoia e dall’Amministrazione del
Legato Antonini, andati mestamente a vuoto, non si hanno più notizie di
progetti o idee di recupero della struttura.
Il Carbonile
è un fabbricato storico, in grave stato di abbandono, caratterizzato da una
grande maschera di un fauno, in pietra serena, posta sotto il portone di
ingresso.
Fu costruito all’inizio del
diciannovesimo secolo, proprio all’altezza della confluenza tra i torrenti
Vincio e Ombrone, per farvi confluire scorte del combustibile e di legna
provenienti da gran parte della montagna pistoiese. Era dotato di una
foresteria per la famiglia del custode.
L’idea fu di Pellegrino Antonini,
colui che donò alla città la famosa tenuta della “Macchia Antonini”, dove è
tradizione riversarsi ogni 20 agosto dell’anno per una festa popolare ancora
molto sentita.
Con altre funzioni, il Carbonile è stato abitato fino
agli anni settanta, ma oggi è ridotto sostanzialmente in rovina, puntellato in
più punti, con il tetto crollato, la bella corte interna ormai invasa da piante
e sterpaglie, l’antico pozzo in secca.
Il Carbonile è contiguo al ponte che dà proprio sulla
Via Vecchia Montanina, antica porta di ingresso verso la collina e la montagna,
una sorta di inizio di un percorso che procede verso antichi sentieri ricchi di
cultura, storia, memoria, luoghi di interesse naturalistico.
L’abbandono e il sempre più forte degrado del carbonile,
che potrebbe essere inserito in un percorso ampio che raggiunga l’eco-museo
della montagna pistoiese, è un perfetto paradigma della mancanza di idee,
memoria, interesse storico di un’amministrazione comunale e di un sistema di
enti, associazioni e fondazioni incapaci di uscire dalla logica dell’organizzazione
di meri eventi, spesso disconnessi dalla vera realtà del territorio in cui
vengono realizzati.
Aprire un dibattito vero e non formale su come
recuperare questo frammento di storia pistoiese significherebbe finalmente un
passo verso un’ottica di sistema per riconnettere la città al proprio territorio,
ricostruendo legami sociali e comunitari che non significano mera nostalgia, ma
rappresentano le radici necessarie per costruire un futuro sostenibile e un
turismo ecologico non di consumo, ma di progetto.
Francesco Lauria
Pubblicato su:
http://www.reportpistoia.com/pistoia/item/46165-il-degrado-del-carbonile-di-gello-e-quel-sentiero-della-memoria-da-riaprire.html
http://www.lavocedipistoia.it/a43368-francesco-lauria-polemizza-il-degrado-del-carbonile-di-gello-e-quel-sentiero-della-memoria-da-riaprire.html
http://www.linealibera.info/gello-il-degrado-del-vecchio-carbonile/
La Nazione, edizione di Pistoia 15 marzo 2017
http://www.reportpistoia.com/pistoia/item/46165-il-degrado-del-carbonile-di-gello-e-quel-sentiero-della-memoria-da-riaprire.html
http://www.lavocedipistoia.it/a43368-francesco-lauria-polemizza-il-degrado-del-carbonile-di-gello-e-quel-sentiero-della-memoria-da-riaprire.html
http://www.linealibera.info/gello-il-degrado-del-vecchio-carbonile/
La Nazione, edizione di Pistoia 15 marzo 2017
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